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" Una fetta...di memoria "     
  Lavoro coordinato dalla  prof.essa Girolama Lupo  
 

23 maggio :giorno della memoria                               

Il 23 maggio 1992 un vile attentato di mafia stroncava, lungo l’autostrada che da Punta Raisi conduce a Palermo, la vita di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della loro scorta. Due mesi dopo, il 19 luglio, in un  barbaro agguato in via D’Amelio, perdeva la vita anche Paolo Borsellino con gli uomini della sua scorta. Ai due magistrati uccisi è stato intitolato l’aeroporto di Punta Raisi che adesso si chiama “Falcone-Borsellino” e ogni anno, si celebra, il 23 maggio, la giornata della memoria.

3 C  2004/2005

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Perché ricordare?

  Per non dimenticare mai, per far conoscere a tutti i giovani di oggi e di domani Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, don Pino Puglisi e tanti altri che hanno pagato con la vita il loro impegno per sconfiggere la mafia e per darci un futuro migliore, in una città dove vivere secondo la legalità diventi un’abitudine condivisa da tutti.

 Jessica Sammarco e Miriam Di Carlo     

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Dobbiamo ricordare Giovanni Falcone, magistrato palermitano “nemico numero uno della mafia” che ha trascorso la sua vita al fianco del suo collega Paolo Borsellino, perchè ha combattuto la mafia e l’ omertà al punto tale di essere stato assassinato brutalmente.

Dobbiamo ricordare il suo amore per la sua citta’ e il suo coraggio di lottare per far sì  che i palermitani potessero vivere con serenità senza paura della mafia.

Dobbiamo ricordare Falcone perché è stato un uomo palermitano e ha conosciuto la mafia in prima persona e l’ha vissuta da ragazzo e l’ha voluta combattere per dare ai giovani palermitani una città pulita da vivere orgogliosamente.

Dobbiamo ricordare anche  le persone che hanno creduto in lui e sono morte al suo fianco.

Dobbiamo ricordare perché la sua opera possa essere continuata da altri, infatti  ”Gli uomini passano, ma le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe degli altri”, come diceva lo diceva lo stesso Falcone.

 Giuseppe Schirò

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due persone uniche nel loro genere, uomini di grande onore e con una grande passione verso la giustizia, uomini che hanno fatto tanto per la nostra Sicilia. Il loro intento era quello di migliorarla, renderla una terra pulita, soprattutto senza mafia. Non bisognerebbe mai scordare quello che hanno fatto e quello che avrebbero potuto fare ancora; non bisogna scordare neanche tutte quelle persone che sono state loro vicino, che hanno creduto in loro e che li hanno aiutati. Credo che persone come Giovanni e Paolo non esisteranno più e mi spiace e mi dà rabbia il fatto che questa spietata mafia ce li abbia tolti, ma noi non dovremo smettere mai di parlare di loro per far sì che i loro insegnamenti rimangano presenti nella nostra vita e nei nostri ricordi e che il loro esempio ci spinga ad impegnarci per costruire un mondo migliore “ciascuno nel suo piccolo, ciascuno per quello che può, ciascuno per quello che sa”, come diceva Paolo Borsellino.

 Alessio Biuso

Disegni eseguiti da Piermarco Raccuglia e Christian Paradiso