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Il film "Water"

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WATER

di  Deepa MehtaBarmak

Soggetto: Water completa la trilogia sugli elementi diretta da Deepa Mehta. Dopo Fire (1998) e Earth (1999) il lavoro della regista è stato fortemente osteggiato in India, sua terra di origine, specie Fire, che mostrava un amore lesbico. La violentissima reazione dello Shiv Sena, un organismo formato da fondamentalisti indù, è giunto al punto di distruggere il set di Water già nel 2000. Pur protetta dal governo indiano la regista fu costretta a completare il film nel 2005 in tutta segretezza, ma dovette girarlo nello Sri Lanka. Una premessa doverosa per un film dolente, audace e moderno. Chuyia (Sarala), una bimba di solo otto anni eppure già vedova, viene strappata alla famiglia e condotta nel villaggio di Rawaipur

Genere: Drammatico,colore, 117 minuti;

 

       
 

Un film . Con Lisa Ray, Seema Biswas, John Abraham, Kulbhushan Kharbanda, Waheeda Rehman, Raghubir Yadav, Vinay Pathak.

Scritto da Chiara Coddura 3 C, a.s. 2006/2007

       
           
 

WATER un affresco sociale dipinto con la luce.

Water: un film che sembra un dipinto di Caravaggio, per dire la realtà politca e sociale attraverso il filtro dell’arte, che trova il suo pennello nell’uso magistrale della luce e nella capacità di soffermarsi, con una dinamica delicata di lentezze e accelerazioni, sui dettagli colorati di un’India poetica e al tempo stesso cruda e realistica. Luci e ombre, politica e religione, rassegnazione e coraggio, tradizioni e abusi, contraddizioni che “nemmeno Dio può giudicare” affidate alle onde mancate di capelli tagliati e all’acqua, eterno archetipo che dona vita e accoglie la morte. Un film magistrale sulla condizione femminile della vedova indiana o della donna nel mondo e nei secoli, che nel proprio coraggio e nell’unione alla forza dell’uomo può trovare nuove libertà e speranze.

Il film “Water” è ambientato in India, all’epoca di Gandhi nel 1938.
Water significa in italiano “acqua”, per gli indiani esso è un simbolo di purificazione dello spirito e del corpo.
Il film si sofferma a parlare delle donne che rimangono vedove.
Tratta di una bambina di nome Chuja che rimane vedova all’età di nove anni, lei come tutte le donne avevano due possibilità, la prima era quella che quando il marito moriva, per metà moriva anche lei, quindi doveva bruciare viva col marito morto, se questo veniva rifiutato, la donna veniva rinchiusa in una comunità induista, dove c’erano altre donne vedove.
Chulja si rifiuta di essere bruciata col marito morto, e viene portata nella comunità delle donne vedove, qui le vengono tagliati i capelli a zero, e le fanno indossare una fascia bianca intorno al corpo, per differenziarla da tutte le altre donne.
In questa comunità si sopravvive facendo l’elemosina, mentre le donne più giovani si prostituiscono.
Nella parte centrale del film Chuja fa amicizia con una giovane donna, in una scena vanno insieme al fiume a purificarsi portando con loro il cane dell’amica, quest’ultimo scappa mentre le donne erano nel fiume, Chuja lo rincorre, preso il cane si accorge di essersi persa, nella confusione di non ritrovare la strada del ritorno Chuja incontra un giovane, che si mostra subito disponibile nei suoi riguardi, infatti grazie a lui Chuja ritrovò la strada del ritorno, arrivati al fiume dove vi era l’amica disperata, il ragazzo ebbe un colpo di fulmine verso quest’ultima, cercando di mostrarsi interessato verso di lei, ma essendo vedova quest’ultima cerca di mostrarsi indifferente al ragazzo, ringraziandolo di tutto e andandosene verso casa.
Ritornati al villaggio le ragazze riprendono la vita di sempre dimenticando la vicenda. Un giorno il ragazzo che aveva condotto in salvo le donne, incontra Chulja, dopo una conversazione e ricordando della brutta avventura, il ragazzo dà un messaggio da recapitare all’amica. Chuja al ritorno a casa dà il foglietto all’amica, in cui c’era scritto che il ragazzo la voleva incontrare, lei incuriosita dalla cosa accetta l’invito. Incontrando il ragazzo vi è un colpo di fulmine per lei, e dopo un periodo di conoscenza decidono di sposarsi, ma questo avvenimento venne a meno perché la ragazza conoscendo il padre del ragazzo venne a scoprire che era l’uomo con il quale si prostituiva.
Tutto questo nutrì in lei un senso di vergogna e amarezza nei riguardi del ragazzo, al punto tale da portarla al suicido, infatti la ragazza decise di affogarsi.
Il ragazzo venendo a sapere dell’accaduto, disperato decise di partire e di lasciare casa, e di partire col treno dove vi era la comunità di Gandhi inneggiando alla libertà, insieme a lui parte anche Chuja che venne portata da una donna della comunità che sperava in questo di renderle la libertà che meritava dopo il martirio subito: la libertà di vivere….

 

 

a.s. 2006/07 Chiara Coddura 3 C