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L'edificio che , per grandiosità di
concezione architettonica, rivaleggiava con lo Steri del Chiaramente a
Palermo, era l’Osterio degli Sclafani. Il palazzo fu costruito nel
1330, e con lo Steri caratterizzò il panorama urbano di Palermo
nell’ambito dell’architettura signorile del trecento. Questo nuovo
palazzo fu ubicato quasi di fronte al Palazzo Reale. Le sue dimensioni
in pianta sono di 50 x 50 e la concezione architettonica obbedisce
alla stessa tipologia dello Steri chiaramontano, con la mole cubica e
l’ampio cortile interno con porticato quadrato a piano terra e il
loggiato nella prima elevazione. I prospetti sono caratterizzati da
un’eleganza formale che denota una fine sensibilità decorativa che si
incentra sull’uso degli archi intrecciati bicromi. La famiglia
Sclafani si estinse nel 1354 e un secolo dopo la sua costruzione
l’edificio era in pessime condizioni. Nel 1435, il palazzo fu
trasformato in ospedale Civico, da padre Giuliano Majali e nel 1852 fu
adibito a Caserma ricevendo ulteriori trasformazioni. Per l’ospedale
nel 1441 fu eseguito da Gaspare di Pesaro, l’affresco, “il Trionfo
della Morte” (oggi a Palazzo Abatellis) e da Antonello de Crescenzio
l’encausto “Il Giudizio Universale”, oggi distrutto.Notevole èlla
decorazione ad archi a pieno centro intrecciati, formanti archi acuti
che determinano la spaziatura di ogni finestra sul prospetto
meridionale (l’unico rimasto) su cui si apre inoltre il portale
sormontato da un’edicola gotica cong li stemmi degli Sclafani, degli
Aragona, e di Palermo, opera dello scultore pisano Bonaiuto. La
costruzione che richiama motivi dell’architettura arabo-normanna, con
la geometria propria degli arabi e la simmetria classica delle
costruzioni federiciane è significativa nel processo di evoluzione del
castello feudale verso il palazzo di città. |