La maestra Iolanda pubblica un libro di poesie

 
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Il corpo dell'anima / PADRE / ALBA

tratti da "Il corpo dell'anima " di Iolanda Virzì - Ed.Anteprima

 
 

 

Il corpo dell'anima

Ascolta il suono vibrante che l'eco del tempo

trasforma in un fascio di ricordi infiniti.

Si sveglia al respiro soave dell'aria,

che dal limpido cielo s'effonde

 sopra il sasso brillante di olio odoroso,

 sul solco perlato di cenci d'avorio,

di rossi coralli e preziosi smeraldi.

Estende il suo sguardo incantato

oltre le sponde del mare profondo

ove giungono le acque dolci del fiume.

Penetra dentro la terra rotonda e sfiorano il tenero cuore di carne,

si trascina nel ventre di fuoco.

Procede nell'involucro peso,

 esibisce, proteso, il suo dono,

misteriosa figura del mondo.


PADRE

Padre,

vorrei parlarti come

non ho saputo fare fino ad oggi.

Chiederti tante cose:

com'eri da bambino

quando giocavi tra i sassi della strada

e un filo di canapa;

scoprire le grandi aspirazioni nascoste

in fondo all'apparente ideologia

e l'uomo che in te io non conobbi .

Ma mentre sento il tuo respiro venir meno,

il tuo sguardo languido

s'impone esplicito all'impaziente ed effimera pretesa

 e chiede silenzio.

Un misterioso senso di distacco mi pervade,

forse d'inequivocabile intesa divina c

he ti restituisce alla dignità dei tuoi anni.

Sento appena che è ora,

e sulla via che procede ininterrottamente,

la fibra vibrante sta già perdendo il suo vigore.

Così come le radici di un albero

affondano sotto il suolo della terra,

adesso sei attaccato a me ed io,s

marrita,sto immobile come un prolungamento della tua vita.

Sei,o padre mio,come apparivi

quando ti vedevo già vecchio e stanco.

Però non rinuncerò a cercarti

e dentro di me continuerò a sognarti

per completare l'opera intrapresa;

imparerò a riconoscerti nell'immagine,

che, con più verosimiglianza,

scolpisti nel cuore della mente, l

addove si costruiscono i pilastri dell'esistenza, c

osì che io possa infine, o padre, riportarti all'unità .


ALBA

Nella notte fonda gremita di pianto,

come un ululato di preistoriche bestie

diffuso tra le masse disorganiche,

 il senso di smarrimento si dilegua

nella vertiginosa agonia del tempo.

La fioca luce lentamente

si estende sulla terra

che il giorno levandosi vestirà di colori,

sulle vette che ora s'ergono

nella sontuosità delle alture

che,da sempre,ambivano a raggiungere.

Poi procedere via via per le valli e le colline,

tra i lembi di campagna

 ove il tonfo di escrementi esala nell'aria;

 e crescono nitide le immagini prototipe

 nell'attesa di entrare nel mondo,

rievocando l'uscita dal suo grembo divino.